{"id":12822,"date":"2025-07-03T11:50:07","date_gmt":"2025-07-03T09:50:07","guid":{"rendered":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/?p=12822"},"modified":"2025-10-30T08:19:16","modified_gmt":"2025-10-30T07:19:16","slug":"il-delitto-di-garlasco-una-nuova-svolta-dopo-quasi-ventanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/?p=12822","title":{"rendered":"Il delitto di Garlasco: una nuova svolta dopo quasi vent\u2019anni"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 il 13 agosto 2007 quando a Garlasco, un piccolo comune in provincia di Pavia, Chiara Poggi, una ragazza di 26 anni, viene trovata morta nella villetta di famiglia. La giovane, laureata in Economia e da poco impiegata in un\u2019azienda milanese, era sola in casa: i genitori e il fratello Marco si trovavano in vacanza. A lanciare l\u2019allarme \u00e8 il fidanzato, Alberto Stasi, che racconta di essersi recato da lei quella mattina e di<br \/>\naverla trovata priva di vita. I sospetti degli inquirenti si concentrano subito su di lui. Gli elementi raccolti inizialmente portano in questa direzione: l&#8217;assassino sarebbe un uomo con il 42 di piede e avrebbe usato un oggetto contundente per colpire ripetutamente la vittima. Stasi diventa l\u2019unico indagato. Tra i riscontri, la testimonianza di un vicino che riferisce di aver visto una bicicletta nei pressi dell\u2019abitazione, condotta da un ragazzo biondo \u2013 come Stasi. Altro dettaglio ritenuto sospetto: le scarpe del giovane risultano insolitamente pulite, nonostante la scena del crimine fosse cosparsa di sangue. Da questi indizi prende il via un processo lungo e complesso, che si concluder\u00e0 solo nel 2015 con la condanna di Alberto Stasi a 18 anni di carcere per omicidio volontario.<br \/>\nMa perch\u00e9 si torna a parlare del caso dopo quasi vent\u2019anni? Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una svolta clamorosa: una nuova impronta, rinvenuta su una parete delle scale che\u00a0conducono al luogo del delitto, non appartiene a Stasi, bens\u00ec ad Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Un dettaglio che riapre interrogativi mai del tutto sopiti. Nel servizio condotto da Le Iene, in onda marted\u00ec 20 maggio, emergono diversi nuovi dettagli, tra<br \/>\ncui i messaggi scambiati tra la cugina di Chiara Poggi, Paola Cappa, e Francesco Chiesa Soprani (ex manager), in cui la donna confessa testuali parole alla sorella Stefania: \u201cMi sa che abbiamo incastrato Stasi\u201d.<br \/>\nUna dichiarazione a dir poco misteriosa, che rivela probabilmente il fatto che ad aver pianificato l\u2019omicidio non era una singola persona, ma potrebbe non essere stato un gesto isolato. Ora, non sappiamo se Stasi sia il vero colpevole, ma se non lo dovesse essere, se i pochi indizi riconducibili a lui fossero appartenenti ad un&#8217;altra (o pi\u00f9) persone, chi risarcir\u00e0 gli anni persi dal ragazzo per combattere una causa in cui era del tutto innocente? Emerge inoltre che, durante gli anni in cui veniva sottoposto a giudizio, Stasi abbia pagato oltre 800.000 euro alla famiglia Poggi per l\u2019omicidio di Chiara: per tutti i sacrifici fatti per ricavare quei soldi, quale sarebbe il giusto riconoscimento? Chi meriterebbe le colpe del madornale errore commesso?<br \/>\nOvviamente non sta a noi giudicare la colpevolezza o l\u2019innocenza del ragazzo. Tuttavia, se fosse davvero innocente, sarebbe giusto che chi ha sbagliato si fermasse a riflettere, chiedendosi se non sia il caso di assumersi le proprie responsabilit\u00e0 risarcendolo con gli adeguati metodi. La condanna, infatti, ha probabilmente compromesso non solo la sua carriera lavorativa, ma soprattutto un periodo fondamentale\u00a0della sua vita: una vita che aveva ancora molto da offrire, spezzata ingiustamente da una giustizia che, forse, non ha voluto cercare fino in fondo la verit\u00e0. Lo dimostra la scoperta, fin troppo tardiva, dell\u2019impronta di Andrea Sempio sul luogo dell\u2019omicidio: com\u2019\u00e8 possibile che ci siano voluti cos\u00ec tanti anni per accorgersene? Perch\u00e8 non \u00e8 stata indagata fin da subito una prova che sarebbe potuta essere decisiva fin dall\u2019inizio dell\u2019indagine?<br \/>\nSicuramente la vicenda subir\u00e0 importanti sviluppi nei prossimi mesi. Ma ci\u00f2 che conta, oggi, \u00e8 rispondere alle domande rimaste aperte \u2014 quelle della famiglia di Chiara, che dopo 18 anni attende ancora una verit\u00e0 definitiva. Perch\u00e9, se davvero Alberto Stasi non fosse il colpevole, non saranno n\u00e9 il denaro n\u00e9 delle semplici scuse a restituire ci\u00f2 che \u00e8 stato tolto: una vita spezzata, e una giustizia che rischia di aver fallito<br \/>\ntotalmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il 13 agosto 2007 quando a Garlasco, un piccolo comune in provincia di Pavia, Chiara Poggi, una<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":12828,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[147],"tags":[],"class_list":["post-12822","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivionews"],"featured_image_urls":{"full":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara.jpg",599,466,false],"thumbnail":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara-300x233.jpg",300,233,true],"medium_large":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara.jpg",599,466,false],"large":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara.jpg",599,466,false],"1536x1536":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara.jpg",599,466,false],"2048x2048":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara.jpg",599,466,false],"morenews-large":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara.jpg",599,466,false],"morenews-medium":["https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/chiara-590x410.jpg",590,410,true]},"author_info":{"display_name":"Lorenzo Ippoliti","author_link":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/?author=6"},"category_info":"<a href=\"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/?cat=147\" rel=\"category\">_ARCHIVIO NEWS<\/a>","tag_info":"_ARCHIVIO NEWS","comment_count":0,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12822","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12822"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12822\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12827,"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12822\/revisions\/12827"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12828"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12822"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12822"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12822"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}