{"id":12946,"date":"2025-10-09T22:01:44","date_gmt":"2025-10-09T20:01:44","guid":{"rendered":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/?p=12946"},"modified":"2025-11-23T20:52:57","modified_gmt":"2025-11-23T19:52:57","slug":"triplo-sound-festival-musica-barriere-da-abbattere-e-sogni-che-suonano-forte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2mpress.majoranamaitani.edu.it\/?p=12946","title":{"rendered":"Triplo Sound Festival: Musica, Barriere da Abbattere e Sogni che Suonano Forte"},"content":{"rendered":"<p><strong>Intervista a Dante Trincia e Massimo Frisoni, due dei fondatori del festival pi\u00f9 autentico d\u2019Italia.<\/strong><\/p>\n<p>Cosa succede quando un gruppo di amici appassionati di musica, territorio e sostenibilit\u00e0 decidono di fare sul serio? Nasce il <strong>Triplo Sound Festival<\/strong>, un evento che in pochi anni si \u00e8 fatto strada nel panorama indie italiano. Dietro le quinte sono in tanti, ognuno con le sue competenze, dal Presidente Valerio Bellocchio, uno dei pi\u00f9 giovani del gruppo, al Direttore Artistico Gabriele &#8220;Svedonio&#8221; Tardiolo, passando per l\u2019allestimento e la grafica di Alice e Valentina Bambini fino a raggiungere Andrea Bertello a Torino; Albachiara Tiberi, esperta in relazioni internazionali, Bernando Mattioni sempre alla ricerca degli artisti, Maria Grazia Silvestrini che si occupa della parte finanziaria dell\u2019evento e il \u201cbraccio\u201d del Festival, Fabrizio Ricciardi. E poi ci sono Dante e Massimo, rispettivamente ingegnere e avvocato, due teste, e cuori, che insieme a tutti gli altri hanno messo in piedi un festival con una visione: connettere persone, suoni e storie, affrontando anche i temi che contano davvero.<\/p>\n<p>Li abbiamo intervistati per scoprire com\u2019\u00e8 nato tutto, cosa li motiva e chi sognano di portare sul palco. Spoiler:\u00a0 Motorpsycho e Giovanni Lindo Ferretti!<\/p>\n<p><strong>Come e quando nasce l\u2019idea del Triplo Sound Festival?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> L\u2019idea del festival nasce qualche anno fa. Con alcuni amici musicisti, che io e Massimo abbiamo in comune, abbiamo iniziato a scambiarci idee su come connetterci al territorio in modo diverso, condividendo le nostre competenze. La svolta \u00e8 arrivata nel 2023, quando sono andato in Mongolia con un amico ideatore di un festival. Si era appassionato alla musica occidentale dopo aver studiato negli USA e aveva portato questa cultura in Mongolia partendo dal proprio garage: oggi il suo evento coinvolge 150 mila persone. Questa esperienza mi ha colpito molto. Al ritorno ho chiamato Massimo e gli ho proposto di unire le nostre competenze per costruire qualcosa di nostro.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 avete scelto questo tema per l\u2019edizione di quest\u2019anno?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Uno degli aspetti pi\u00f9 belli del festival \u00e8 che ci ha permesso di incontrare persone da tutta Italia. In particolare Andrea Montuschi, un ragazzo bolognese esperto di comunicazione, con cui collaboriamo ogni anno per scegliere il tema. Quello di quest\u2019anno, \u201cVoci che attraversano barriere\u201d, nasce riflettendo sul momento storico attuale, in cui si stanno creando tante barriere di vario tipo. Abbiamo deciso di affrontare proprio questo tema.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> La barriera viene spesso vista come qualcosa che ti blocca, ma pu\u00f2 anche essere uno strumento per migliorarsi. \u00c8 il messaggio che vogliamo trasmettere: dalla sostenibilit\u00e0 individuale fino a quella sociale e culturale. Abbiamo adattato il tema anche nei vari spettacoli, che tratteranno barriere energetiche, etniche e legate alle disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un ospite che vi ha colpito particolarmente nelle varie edizioni?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Direi due: Maria Chiara Argir\u00f2, musicista jazz con cui ho instaurato un bellissimo rapporto d\u2019amicizia, e Lorenzo Barone, che ha percorso dall\u2019Africa alla Siberia in condizioni estreme. Mi ha colpito per la sua semplicit\u00e0 e forza interiore.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> Anche per me Maria Chiara Argir\u00f2 \u00e8 stata una presenza importante. Un altro artista che mi ha colpito \u00e8 Rancore: completo, profondo, capace di usare le parole in modo potente.<\/p>\n<p><strong>Molti artisti provengono dall\u2019Umbria o dalle vicinanze: \u00e8 stata una scelta voluta?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> S\u00ec, cerchiamo sempre di valorizzare artisti del territorio che abbiano fatto qualcosa di rilevante anche a livello nazionale. All\u2019inizio \u00e8 difficile coinvolgere nomi importanti, quindi si parte dalle conoscenze pi\u00f9 vicine. Ad esempio, Rancore \u00e8 stato ospite grazie al nostro direttore artistico, Gabriele Tardiolo, che collaborava con lui e con Radio Deejay. Ora \u00e8 pi\u00f9 facile coinvolgere grandi nomi, perch\u00e9 dopo due edizioni iniziamo ad avere credibilit\u00e0: cos\u00ec siamo riusciti a portare Lorenzo Barone ed Elio Germano.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 un artista che sognate di portare? E qualcuno che vi ha detto di no?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Uno degli ospiti che sogniamo di avere sono i Motorpsycho, un gruppo norvegese che adoro. Li abbiamo invitati pi\u00f9 volte, ma avevano altri impegni. Speriamo in futuro.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> Quest\u2019anno avremo Massimo Zamboni dei CSI e ci piacerebbe tantissimo avere anche Giovanni Lindo Ferretti. Non abbiamo ricevuto grandi rifiuti, anche perch\u00e9 non scegliamo gli artisti in base alla fama, ma alla loro capacit\u00e0 di integrarsi nel progetto. A volte abbiamo rifiutato nomi noti perch\u00e9 non coerenti con il messaggio del festival.<\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Un altro che cercavamo da tempo \u00e8 Elio Germano. Quando ha accettato, \u00e8 stato un riconoscimento del lavoro fatto.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> Nel mondo dello spettacolo molti sono rimasti sorpresi dalla sua partecipazione. Probabilmente abbiamo lavorato bene nella prima edizione e ora ne raccogliamo i frutti.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le parti pi\u00f9 belle e quelle pi\u00f9 difficili del vostro lavoro da organizzatori?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Organizzare un festival \u00e8 molto stressante. Io sono ingegnere, pensavo fosse facile, ma mi sbagliavo: ci sono tanti aspetti diversi da gestire. La parte pi\u00f9 entusiasmante \u00e8 l\u2019inizio, quando si progetta e si incontrano nuove persone. La pi\u00f9 difficile sono gli ultimi due mesi: si dorme poco, si deve mediare tra commercianti, artisti, fornitori e reperire fondi. Essendo una realt\u00e0 giovane, non abbiamo accesso a fondi pubblici e ci affidiamo a fondi privati o alle nostre tasche. Per coerenza, non accettiamo sponsor in contrasto con il messaggio sostenibile del festival.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> Concordo. Il lavoro \u00e8 costante, ma negli ultimi due mesi diventa intenso. Ci dispiace non aver avuto il sostegno degli enti privati che hanno per oggetto la promozione del territorio, Pensiamo che il festival sia un evento culturale di rilievo e speriamo in un maggior coinvolgimento futuro.<\/p>\n<p><strong>Dove vi aspettate di vedere il festival tra qualche anno?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Il festival sta ricevendo molto interesse da tutta Italia, ma temo che, se il territorio non aiuta, dovremo spostarci. Ci piacerebbe mantenerlo qui, ma lo continueremo comunque.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> Non diamo per scontato che debba restare legato solo a Orvieto: ha un\u2019identit\u00e0 che pu\u00f2 essere proposta altrove.<\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Radio Deejay, che ha 6 milioni di ascoltatori, supporta solo due festival indipendenti in Italia, e uno siamo noi: qualcosa vorr\u00e0 dire, no? La nostra proposta \u00e8 unica e continueremo a crederci, qui o altrove.<\/p>\n<p><strong>Quanto ha influenzato l\u2019esperienza scolastica sulla creazione del Festival?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Tantissimo. Ci\u00f2 che impari a scuola ti resta per la vita, e quando abbiamo creato il progetto abbiamo coinvolto per prime le scuole, per farlo arrivare ai ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> \u00c8 fondamentale soprattutto il percorso delle superiori, quando entri bambino ed esci quasi adulto. \u00c8 l\u00ec che nascono le connessioni e le consapevolezze pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p><strong>Se doveste dare un consiglio ai ragazzi che sono in et\u00e0 scolastica, quale sarebbe?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Fare, senza paura. Confrontarsi, incontrare persone, coltivare passioni. \u00c8 un arricchimento personale e umano. Oggi \u00e8 pi\u00f9 facile connettersi online, ma l\u2019essere umano ha bisogno di esperienze reali, anche di sbagliare per imparare.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> Concordo. Bisogna avere uno spirito critico per distinguere ci\u00f2 che \u00e8 \u201ctrendy\u201d da ci\u00f2 che \u00e8 la propria vera passione. Questo si fa confrontandosi e vivendo esperienze reali, non solo sui social.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 stata una persona che vi ha dato pi\u00f9 sostegno in questa avventura? Avete mai pensato di mollare?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dante:<\/strong> Pi\u00f9 che una persona in particolare, tante persone insieme ci hanno sostenuto, anche nei momenti pi\u00f9 difficili.<\/p>\n<p><strong>Massimo:<\/strong> Io ho pensato di mollare tre volte al giorno\u2026 Dante almeno trenta! Ci sono momenti in cui ti chiedi davvero: \u201cma chi me lo fa fare?\u201d.<\/p>\n<p>Dante, Massimo e tutto il team del festival ci dimostrano che la cultura pu\u00f2 e deve essere un atto politico, inclusivo e sostenibile. Tra sogni ancora da realizzare, Motorpsycho da portare sul palco e barriere da abbattere, il Triplo Sound Festival continua a crescere, mantenendo salda la sua identit\u00e0: autentica, indipendente e profondamente umana.<\/p>\n<p>In un panorama in cui spesso l\u2019apparenza supera la sostanza, il Triplo Sound Festival suona forte, e lo fa con il cuore ed io sar\u00f2 l\u00ec con loro in questo fantastico weekend orvietano e vi racconter\u00f2 il dietro le quinte del sogno di un gruppo di amici che diventa realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Dante Trincia e Massimo Frisoni, due dei fondatori del festival pi\u00f9 autentico d\u2019Italia. 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