di Claudia Ricci e Emily Gasperoni
Siamo Claudia ed Emily, due ragazze di 16 anni, e desideriamo affrontare il tema del primo rapporto sessuale, proponendo una riflessione su un’esperienza importante e delicata nella crescita personale.
Premessa: non bisogna avere fretta di vivere nuove esperienze.
C’è chi si sente pronto, chi non lo è ancora, e chi pensa di esserlo, ma scopre che non lo è. L’importante è essere sempre consapevoli di ciò che si fa, cercando di vivere ogni esperienza come un’opportunità da apprezzare e da imparare, senza forzare nulla.
La prima volta arriva quasi sempre senza avviso. Non suona il campanello, non manda una mail e soprattutto non include un libretto di istruzioni, che forse sarebbe stato molto utile. Quello che invece porta con sé è un’esplosione di emozioni: curiosità, agitazione, entusiasmo e una vocina nella testa che chiede continuamente: “Ma è normale?”.
C’è l’imbarazzo, inevitabile come dimenticare una formula il giorno della verifica. C’è la paura di sbagliare tutto e la strana convinzione che l’altra persona sappia esattamente cosa fare (spoiler: spesso è agitata quanto te). E poi c’è la complicità, quel sentirsi vicini in un modo nuovo, fragile, ma sincero.
La prima volta raramente è perfetta, ma è autentica. Può far ridere, far pensare e far crescere. Non è una gara, non è una prova da superare: è un’esperienza che parla di rispetto, ascolto e scelta personale.
Si prova un nuovo sentimento: l’intimità. È come entrare in uno spazio dove, per un attimo, tutto ciò che è intorno scompare e l’attenzione si concentra solo su quella connessione. Si avverte un misto di vulnerabilità e conforto, come se una barriera invisibile fosse stata abbattuta senza nemmeno rendersene conto.
Con il lasciarsi andare arriva una sorta di dolce calma: il mondo esterno perde importanza e la persona con cui si condivide quel momento diventa l’unica cosa che conta. Il cuore può battere un po’ più forte, ma la sensazione è quella della sicurezza, come se quell’intimità fosse un rifugio. Ci si sente nudi, non nel senso fisico, ma in quello emotivo, come se si stesse mostrando una parte di sé che solitamente rimane nascosta.
E alla fine, quando l’ansia si scioglie, resta una consapevolezza importante: non esiste una “prima volta giusta” in assoluto, esiste solo quella giusta per te.
