A quanti di voi è capitato di essere in ansia prima di una verifica, di un’interrogazione o, più in generale, di una qualsiasi situazione in cui non sapete cosa vi aspetta?
Domanda retorica, ovviamente a tutti.
Personalmente, io nel primo anno di superiori avevo un sacco di ansia, specialmente prima di qualche verifica o interrogazione, quindi, anche se non me lo ha chiesto nessuno, vi dirò come ho fatto io a imparare a gestirla.
Per cominciare, io uso una tecnica infallibile: mi basta semplicemente pensare che un’interrogazione duri mezz’ora, massimo un’ora, e dopo quel lasso di tempo starò facendo un’altra cosa e l’interrogazione sarà solamente un lontano ricordo.
Dice: «Sì, va bene, ma con me non funziona e l’ansia non si placa».
Non c’è problema, se il primo metodo non funziona, passiamo direttamente al secondo.
Vi serve solo immaginare che il/la vostro/a prof. sia un’amica o un amico e che stiate semplicemente discutendo su un tema. Può essere la persona più severa e antipatica del mondo, ma a voi non deve interessare: si tratta solamente di riuscire a immaginare per un momento che sia una persona come un’altra, al vostro pari e di cui non vi importa.
Per le verifiche scritte, invece, non c’è da preoccuparsi: se vedete che non sapete scrivere niente, fate un bel respiro e cominciate da quello che ricordate, anche se vi sembra poco. A volte, infatti, l’ansia ci fa dimenticare persino le cose che sappiamo benissimo, quindi il segreto è non farsi prendere dal panico e provare a ragionare con calma. E se proprio la verifica non dovesse andare come speravate? Pazienza, una volta non definisce né la vostra intelligenza né il vostro valore, e nella maggior parte dei casi ci sarà la possibilità di recuperare. Lo so, è facile a dirsi e un po’ meno a farsi, soprattutto quando avete studiato per giorni e vorreste dimostrare tutto quello che sapete, ma ricordatevi che un brutto voto non è la fine del mondo e che, per fortuna, la scuola non finisce con una singola verifica.
Detto questo, la scuola non deve essere ansia: un po’ fa indubbiamente parte del gioco, ma bisogna sempre pensare che alla fine l’importante è provarci e impegnarsi e poi, come va, va. Non possiamo controllare ogni risultato, ma possiamo
cercare di affrontare le cose dando il meglio di noi stessi, senza pretendere di essere perfetti ogni volta.
E ricordate: tra qualche anno probabilmente non vi ricorderete nemmeno il voto di quella verifica per cui avete passato la notte in bianco, ma vi ricorderete sicuramente tutte le volte in cui vi siete fatti prendere dal panico per qualcosa che, alla fine, si è rivelato meno terribile del previsto. Quindi respirate, fate del vostro meglio e non dimenticatevi di vivere anche fuori dai libri: la vostra vita vale molto più di un numero scritto in rosso sul registro!
