Hai presente quando pensi di conoscere tutto della persona che hai accanto, e poi scopri un dettaglio che cambia ogni cosa? È quello che succede in Eyes Wide Shut, l’ultimo capolavoro di Stanley Kubrick. La storia inizia con un litigio tra marito e moglie, William e Alice, che sembra una banale scenata di gelosia ma si trasforma in un viaggio notturno assurdo e inquietante.
Tutto precipita quando Alice confessa al marito di aver desiderato un altro uomo in passato. William, sconvolto, esce di casa e inizia a vagare per New York. In questa notte infinita, finisce per imbucarsi in una festa segreta organizzata da una setta di persone potenti che indossano maschere veneziane e partecipano a strani riti. È un momento di pura paura: William viene scoperto e capisce che quel mondo è troppo pericoloso per lui.
Il titolo stesso, che significa “occhi spalancatamente chiusi”, spiega bene il senso del film: a volte decidiamo di non vedere le verità più profonde (e oscure) di chi amiamo per poter continuare a vivere tranquilli. Alla fine, William capisce che non potrà mai “possedere” davvero l’anima di Alice. I due decidono quindi di smettere di farsi del male con i sogni e le fantasie, cercando di ritrovarsi nella realtà di tutti i giorni.
Ma il mistero non finisce con il film. Molti pensano che Kubrick abbia voluto mostrare il lato oscuro e reale dei potenti di New York, raccontando segreti che dovevano restare nascosti. Il fatto che il regista sia morto improvvisamente proprio dopo aver finito il montaggio, nonostante sembrasse stare bene, ha fatto nascere molti dubbi. Per alcuni non è stata una coincidenza, ma la conseguenza di aver voluto mostrare troppo.
