di Beatrice Stella
La tradizione dei costumi di Halloween risale a quasi 2000 anni fa. Gli storici presuppongono che la festa celtica in onore degli antenati, il Samhain, possa intendersi come la celebrazione antenata di Halloween. Si dice che in questa festa gli dei tornassero a essere visibili sotto forma di fenomeni soprannaturali, e che alcuni si travestissero con pelli di animali per essere scambiati per divinità e iniziare a prendersi gioco delle persone, impegnate a offrire in omaggio cibo e bevande agli dei.
Solo nell’undicesimo secolo il Cristianesimo ha ripreso la festa del 31 ottobre connotandola di nuovi significati. Halloween deriva infatti da All Hallows’ Eve, ovvero il giorno prima di Ognissanti. Il travestimento, però, rimane parte della tradizione arrivando così fino ai giorni nostri. Dall’undicesimo secolo fino al quindicesimo, le persone si travestivano da spiriti o demoni andando di casa in casa a raccogliere dolci e bevande per conto delle divinità. Nella notte governata dagli spiriti, il travestimento serviva solo a nascondere la propria identità.
Nel quindicesimo secolo la festa di Halloween subisce una trasformazione radicale diventando più maestosa, specialmente nelle corti europee, e la sua popolarità cresce anche tra i ceti sociali più popolari. Venezia è in questo senso la città del travestimento per eccellenza: il carnevale veneziano ha radici antichissime che arrivano fino al dodicesimo-tredicesimo secolo, ma solo nel quindicesimo si diffonde l’uso delle maschere tipiche. Anche nelle corti inglesi (Tudor e Stuart) e francesi, le maschere veneziane dominano la scena a feste e balli di corte. I costumi più popolari erano quelli raffiguranti monaci, suore e marinai.
Nel diciottesimo secolo, gli immigrati irlandesi e scozzesi sbarcano in America ed è qui che Halloween si arricchisce di tante altre tradizioni, credenze popolari, folklore e superstizioni di immigrati provenienti dalla Germania, Haiti e Olanda. La celebrazione americana è in questo periodo fortemente connotata dalle caratteristiche europee, e il travestimento diventa l’elemento chiave. Nelle corti inglesi del diciannovesimo secolo, le pratiche di Halloween sono sostituite dai cosiddetti balli in maschera, delle celebrazioni più eleganti e raffinate.
Dal ventesimo secolo in poi, la festa di Halloween diventa così popolare che subito i mercati iniziano a costruirvi sopra dei veri e propri imperi. Si organizzano feste per adulti e bambini, si privilegiano costumi di personaggi ai margini della società, come i pirati, gli zingari o i senzatetto. Dopo la Seconda guerra mondiale, le aziende iniziano a pubblicizzare costumi ispirati ai personaggi appartenenti alla cultura pop e la festa di Halloween entra nelle case di tutte le famiglie americane grazie all’avvento della TV negli anni ’50.
La concezione di Halloween come festa pagana legata alla morte e agli spiriti passa in secondo piano: i costumi non sono più funzionali al mascheramento dell’identità, quanto piuttosto al divertimento. Mentre adesso solitamente vengono comprati, fino a qualche decennio fa i costumi venivano spesso realizzati a mano con cartapesta e scarti di stoffa, quindi risultavano molto più inquietanti di quelli di ora. Oggi i costumi sono ispirati a personaggi “classici” come streghe, vampiri e zombie, ma anche a personaggi di film o giochi, oppure costumi completamente originali, spaventosi o meno.
