Il Victoria Secret’s Fashion Show è uno degli eventi più attesi dell’anno da milioni di persone in tutto il mondo, dove modelle e cantanti più famosi si riuniscono in questo spettacolo in diversi periodi, per le nuove collezioni del brand e per il ritorno in passerella degli angeli di Victoria, come negli anni 2000.
Per me è un appuntamento fisso annuale non solo per vedere i nuovi look stratosferici, ma anche per memorizzare ogni espressione di ogni modella, come Gisele Bündchen che ignora iconicamente Justin Timberlake, o lo sguardo malinconico di Bella Hadid verso The Weeknd dopo la loro rottura nella sfilata del 2016.
Vedere queste bellezze sfilare, sfoggiare un sorriso, accennare un balletto e interagire con l’artista di turno, sembrava già una rivoluzione per l’epoca, in cui la moda appariva come una novità, insomma facevano divertire e sembravano divertirsi anche loro.
Ma crescendo mi sono resa conto che non è solo ali, glitter e sorrisi, perchè dietro si nasconde uno stile di vita malsano, e diversi scandali tra cui: le ristrettezze alimentari, no all’introduzione di modelle curvy e transgender, accuse di molestie sessuali e pressioni sui canoni estetici irrealistici.
Il problema quindi, non era ció che vedevamo in passerella, ma tutto ciò che rimaneva fuori, infatti dietro quei corpi perfetti e quelle ali spettacolari si celava un sistema che per anni, ha contribuito a definire un unico idea di bellezza, lasciando così poco spazio a chi non rientrava in quell’ideale.
Victoria Secret’s non vendeva soltanto lingerie, ma un vero e proprio immaginario, quello di una femminilità sensuale e quasi irraggiungibile ecco perché, si chiamano proprio “Angeli”, non erano semplicemente modelle ma diventavano simbolo di una bellezza a cui milioni di ragazze erano esposte e spesso senza interrogarsi sul prezzo necessario per raggiungerla.
Oggi, dopo anni di stop e di pesanti critiche, Il Victoria Secret’s Fashion Show è tornato, provando a rifarsi il look. Sulle passerelle recenti abbiamo visto copri più diversi, modelle curvy e transgender, e un’ atmosfera confortevole, ma la domanda sorge spontanea: si tratta di una vera rivoluzione culturale o di un operazione per non perdere il mercato? Il punto non è cancellare il passato o il glamour del presente, perché chi di noi non ama sognare guardando abiti spettacolari con performance di cantanti diversi?
Forse la vera magia oggi non sta più nel credere in un unico tipo di “angelo” ma di rendere quelle ali accessibili a tutti, ricordando che la bellezza non ha bisogno di essere misurata su uno standard impossibile da raggiungere.
