Leonilde Iotti è stata una delle figure più importanti della Repubblica Italiana: partecipò alla Resistenza e nel 1946 fu eletta come membro dell’Assemblea Costituente.
Il padre, un sindacalista socialista che faceva il deviatore alle Ferrovie e che, durante la dittatura, era stato perseguitato dai fascisti aveva voluto che la figlia Leonilde studiasse.
Dopo l’ 8 settembre 1943 la giovane insegnante era entrata nelle file della Resistenza. Non fu una combattente armata in montagna, ma svolse un ruolo fondamentale di collegamento tra i gruppi partigiani tramite la diffusione della stampa ai clandestini La Resistenza fu un momento decisivo per l’emancipazione femminile, molte donne, come Iotti, svolsero incarichi di grande responsabilità, rischiando arresti, torture o deportazione.
Per Nilde Iotti questa esperienza fu determinante: la convinse dell’importanza della partecipazione politica delle donne e della costruzione di una democrazia fondata sull’uguaglianza.
Dopo la Liberazione, la Iotti è segretaria dell’ UDI a Reggio Emilia, nel 1946 viene eletta al Consiglio Comunale come indipendente nelle liste del PCI e, il 2 giugno dello stesso anno è eletta all’ Assemblea costituente.
Si impegnò in particolare per la stesura dell’ articolo 3, che fu approvato dall’assemblea il 22 dicembre 1947, promulgato il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore contribuendo alla scrittura della Costituzione il 1 gennaio 1948 e battendosi per i diritti e la parità delle donne,facendo dell’ uguaglianza un fondamento della nuova Repubblica.
Fu deputata per oltre 50 anni e nel 1979 divenne la prima donna Presidente della Camera, restando in carica quasi 13 anni.
Nel discorso di insediamento del 20 giugno 1979,evidenziò le difficoltà del paese tra crisi economica, disoccupazione e instabilità politica, sottolineando la necessità di difendere la democrazia e promuovere riforme parlamentari.
Accanto all’impegno politico, la sua vita privata suscitò grande attenzione , la relazione con Palmiro Togliatti, leader storico del PCI, fece discutere nell’Italia del Dopoguerra.
Era il 1947 quando la relazione tra Leonilde Iotti e Palmiro Togliatti diventava di dominio pubblico: fu uno scandalo, eppure nonostante tutto, i due vissero un amore fortissimo e passionale. Insieme hanno abbattuto le convenzioni, combattuto contro i pregiudizi e i giudizi, e il loro sentimento immenso non si è mai spento.
Alla fine degli anni ’40 Nilde Iotti conobbe Palmiro Togliatti, pilastro del PCI (giornalista ed economista italiano, ha guidato il PCI dagli anni venti agli anni sessanta). La loro storia è stata indissolubilmente segnata dalla passione: per la politica, per gli ideali condivisi che entrambi hanno portato avanti durante le loro carriere.
Quella stessa storia però è stata inevitabilmente ostacolata dai giudizi della gente, dalle critiche e dalle imposizioni della legge. Anche i membri del partito si opposero per una serie di ragioni: Togliatti era già sposato, con Rita Montagnana ( esponente di spicco del PCI e della Resistenza). Nilde era più giovane di Palmiro di 27 anni, e per la società del tempo erano davvero troppi. Per tutti, ma non per loro che hanno deciso comunque di sfidare la legge e le convenzioni.
Adottò una figlia di nome Marisa. Questa scelta rifletteva il suo desiderio di tramandare affetti e responsabilità. La sua storia resta quella di una donna capace di unire rigore politico e profondità umana, diventando un punto di riferimento per generazioni di italiane ed italiani.
