Dal luccichio delle vetrine al carrello online: come è cambiato il nostro modo di fare shopping
«Bello sbaglio, bello. Enorme! Ho altro shopping da fare».
E questa frase? Molti staranno pensando: mai sentita. Forse molti diranno senza pensare… “ e’ proprio roba da boomer”. In realtà non è proprio così.
E’ una delle battute più famose del film Pretty Woman, una pellicola che ha fatto sognare intere generazioni: non solo per la storia d’amore da favola, ma anche per l’idea di trasformazione che racconta.
Nel film, l’atto di acquistare rappresenta una sorta di rivincita personale . Vivian entra nei negozi di lusso di Rodeo Drive e, attraverso gli abiti che sceglie, cambia il modo in cui gli altri la vedono e, in parte, anche il modo in cui vede se stessa.
Questo però non significa che basti indossare un abito scintillante per sentirsi importante.
In altri casi, infatti, lo shopping perde completamente questa magia. Basta pensare a Becky Bloomwood protagonista del romanzo e del film I Love Shopping.
A differenza di Vivian, Becky non compra per necessità o per cambiare la propria immagine, ma per riempire un senso di vuoto interiore.
Gli acquisti diventano così un’ossessione: l’accumulo di vestiti e borse si trasforma lentamente in una trappola da cui sembra impossibile uscire.
Vivian e Becky appartengono quindi a due mondi opposti.
Eppure, dal luccichio delle vetrine di Rodeo Drive al carrello virtuale il passo è breve. Con uno schiocco di dita lo shopping è cambiato. Anzi, mi correggo…basta un semplice clic.
Oggi acquistare online è diventato facile, accessibile , insomma alla portata di tutti.
Tutto questo richiede una maggiore responsabilità da parte di Noi stessi come consumatori.
Su internet non siamo sottoposti all’opinione dei commessi, come accadeva a Vivian, ma non esiste nemmeno il limite fisico del negozio: si può comprare in qualsiasi momento, proprio come fa Becky.
L’e-commerce unisce quindi due aspetti opposti: da un lato elimina la pressione sociale, dall’altro aumenta il rischio di acquistare in modo compulsivo.
Ma se riflettiamo per un istante e guardiamo più attentamente a come sono cambiate le nostre abitudini , soprattutto dopo la pandemia, troviamo molte differenze.
Sempre meno persone frequentano più i piccoli negozi delle vie del centro, ma preferiscono comprare rapidamente su Amazon o eBay: scarpe, borse, libri, elettrodomestici, viaggi… insomma, davvero di tutto.
Oggi è possibile acquistare on line in qualsiasi momento della giornata, confrontare prezzi in pochi secondi e ricevere tutto direttamente a casa. Non esistono più file, orari di apertura o sguardi giudicanti.
Parlo anche per esperienza personale. Vivo in un piccolo paese vicino a Orvieto e devo ammettere che avere a disposizione piccoli negozi sotto casa — come la merceria, il fioraio o la farmacia — è fondamentale per rispondere alle necessità della vita quotidiana, soprattutto per le persone anziane o per chi non ha la patente o un’auto.
Ma, allo stesso tempo, vuoi mettere la comodità di stare sul divano, guardare la tua serie preferita e acquistare online un blush o l’ultimo modello diAir Jordan 4 ?
Certo, però, lo shopping online ha anche i suoi limiti …..
Vogliamo parlare dei resi frequenti ? E le offerte continue e le notifiche che ti portano a comprare più del necessario? Se prima compravo molte cose senza pensarci ora mi fermo e mi chiedo: “ mi serve davvero”? “È davvero utile?”
E non è un caso in “The Social Dilemma” il documentario che mostra come molte piattaforme digitali siano progettate per attirare la nostra attenzione.
Gli algoritmi analizzano ciò che guardiamo, cerchiamo e acquistiamo, ma anche le immagini che catturano di più il nostro sguardo. Foto accattivanti, video brevi sempre più diretti che finiscono così per guidare le nostre scelte, spingendoci a desiderare, a comprare ciò che appare sullo schermo.
Forse è proprio questa la vera differenza tra Vivian, Becky e noi oggi. Non è lo shopping in sé a essere positivo o negativo, ma il modo in cui lo viviamo. Comprare può essere un piacere, una comodità o persino un piccolo sogno. Ma diventa un gesto consapevole solo quando veramente Noi impariamo a scegliere autonomamente senza farci trascinare dal clic facile e dalle offerte del momento.
