di Emily Gasperoni e Claudia Ricci
Soltanto pochi giorni fa è avvenuto un evento che ha scosso fortemente tutta la comunità cristiana.
Il Presidente USA Donald Trump lancia parole taglienti verso Leone XIV: “Non sono un suo grande fan, è un debole e pessimo nella politica estera. Se non fossi alla Casa Bianca, non sarebbe pontefice”. A tale affermazione, il Papa, a testa alta, risponde in maniera ferma che non si farà intimidire.
Nei giorni scorsi Leone XIV ha criticato il presidente per i suoi commenti sull’Iran, definendo “inaccettabile” la minaccia di Trump di distruggere un’intera civiltà e invocando a gran voce la pace in Medio Oriente. Durante la Domenica delle Palme, il Papa ha anche esortato a non usare Dio per giustificare la guerra.
Teheran però è solo l’ultimo dei fronti che da mesi vedono contrapporsi Trump e Leone XIV. I primi screzi sono stati sulla stretta della Casa Bianca all’immigrazione, fatta di raid nelle maggiori città americane, anche nella Chicago di Robert Prevost.
Poco dopo la veglia di preghiera tenuta nella basilica vaticana di San Pietro, nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Iran stavano tenendo colloqui di pace, poi falliti in Pakistan, Trump ha dato sfogo a tutta la sua rabbia contro il Papa su Truth. “Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l’America abbia attaccato il Venezuela”, ha scritto. “Non voglio un Papa che critichi il presidente americano perché sto facendo esattamente quello per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia”.
Ovviamente pensiamo che quanto successo sia un vero e proprio scandalo e qualcosa su cui riflettere.
Da una parte il Papa condanna ancora una volta l’oscenità della guerra e ricorda le vittime di essa, dall’altra il presidente degli Stati Uniti continua imperterrito nelle sue sanguinose battaglie.
D’altro canto, la nostra presidente del Consiglio Giorgia Meloni non rimane zitta alle accuse lanciate verso il pontefice. Si esprime infatti dicendo che le parole di Trump nei confronti del Papa sono “inaccettabili”, aggiungendo che è giusto che il Pontefice invochi la pace e condanni la guerra.
Alla fine, quello che sta succedendo tra Trump e il Papa ci insegna una cosa semplice: non sempre chi urla di più ha ragione. È facile fare i forti quando si ha il potere, ma è molto più difficile restare calmi e continuare a parlare di pace quando tutti gli altri vogliono solo lo scontro.
Anche la scelta della Meloni di non restare zitta ci fa capire che, davanti a certi insulti, non conta quanto sei amico di qualcuno: se una cosa è sbagliata, bisogna avere il coraggio di dirlo.
Questo scontro non è solo politica lontana da noi, riguarda il modo in cui decidiamo di comportarci ogni giorno. Vogliamo essere quelli che insultano per sentirsi superiori o quelli che, come il Papa, non si fanno abbattere e continuano a difendere ciò in cui credono?
Alla nostra età stiamo decidendo che persone diventare: ricordiamoci che la vera forza non sta in chi minaccia ma in chi sa restare umano anche quando è difficile.
