Annoiarsi oggi è diventato quasi un superpotere. Viviamo in una società in cui ogni secondo della giornata deve essere riempito da qualcosa: scuola, sport, palestra, serie TV, TikTok, musica, notifiche.
Insomma, il silenzio sembra fare più paura di una verifica a sorpresa.
Secondo me succede perché siamo cresciuti con l’idea che bisogna essere sempre attivi e produttivi. Fin da piccoli ci chiedono quale sport facciamo, quali hobby abbiamo e cosa vogliamo diventare da grandi, nessuno, però, ci insegna che ogni tanto fermarsi non è tempo perso, ma un modo per ascoltare i propri pensieri.
Il problema è che vivere sempre di corsa, alla lunga, stanca. C’è chi sente la pressione di dover essere perfetto, sempre disponibile e sempre impegnato ma se per cinque minuti non facciamo nulla, non succede una catastrofe. Anzi, spesso è proprio in quei momenti che arrivano le idee migliori o semplicemente riusciamo a rilassarci.
Ovviamente non sto dicendo che bisogna passare le giornate sul divano a fissare il soffitto, avere passioni, obiettivi e voglia di fare è importante. E’ altrettanto importante, però, ricordarsi che non siamo macchine e che non dobbiamo essere produttivi ventiquattr’ore su ventiquattro.
Forse il vero lusso, oggi, non è avere più tempo ma avere il coraggio di annoiarsi senza sentirsi in colpa perché, in una società che corre sempre, ogni tanto fermarsi è il modo migliore per ripartire.
