Per iniziare il nuovo anno scolastico al meglio, costruire spirito di squadra e condividere momenti di confronto, formazione e relax, il Majorana-Maitani ha scelto di partire dai suoi docenti.
Così, grazie ai fondi stanziati nell’ambito del PN SCUOLA E COMPETENZE 2021-2027 – Formazione docenti DM 38/2026, destinati alla formazione del personale docente, circa quaranta professori dell’Istituto sono saliti su un pullman con una destinazione precisa: “Il Collaccio”, nella splendida Valnerina.
Tre giorni per stare insieme, imparare, confrontarsi, ridere, mettersi alla prova e, soprattutto, costruire quella comunità professionale che rappresenta una delle condizioni fondamentali per affrontare con entusiasmo e consapevolezza un nuovo anno scolastico.
L’iniziativa rientra nel progetto EduNext, nato con l’ambizione di trasformare l’istituzione scolastica in una comunità di apprendimento dinamica, capace di affrontare le complessità del nostro tempo.
In un’epoca nella quale l’Intelligenza Artificiale sta entrando sempre più nel mondo della scuola e nella quale diventano indispensabili nuove competenze relazionali e trasversali, il percorso formativo ha scelto di partire dalle persone: consolidare un gruppo di lavoro sinergico prima dell’avvio delle lezioni, promuovere il benessere psico-fisico del personale e fornire strumenti metodologici avanzati per affrontare con maggiore consapevolezza la complessità delle classi di oggi.
Un approccio olistico, dunque, capace di mettere insieme outdoor learning, gestione delle relazioni e co-progettazione didattica. Perché prima ancora di progettare una scuola capace di rispondere alle nuove sfide educative, occorre costruire una squadra capace di farlo insieme.
E noi, in Valnerina, abbiamo iniziato sul serio.
Giovedì: si parte!
Ad accoglierci, appena arrivati, abbiamo trovato tanta, tantissima pioggia ma anche una location strepitosa.
Il maltempo non ha minimamente scoraggiato il gruppo e già nel pomeriggio di giovedì ci siamo messi al lavoro, coordinati da un formatore che abbiamo imparato ad apprezzare fin dalle prime battute: Alessandro Catellani di Casco.
Due ore di formazione intensa, di confronto e di domande che hanno rappresentato soltanto l’inizio di un percorso destinato a intrecciare formazione professionale e dimensione relazionale.
Poi, però, era arrivato il momento di pensare anche allo spirito di squadra e la cena ha decisamente aiutato: affettati misti, zuppa di lenticchie, pasta con asparagi e tartufo, trota marinata e dolcetto finale, una cena da urlo che, insieme alle prime chiacchiere fuori dall’aula, ha fatto quello che nessuna slide avrebbe potuto fare altrettanto velocemente.
Ci siamo conosciuti un po’ di più, abbiamo riso, abbiamo parlato ed eravamo già più uniti e un grazie speciale va alla splendida prof.ssa Ciucci che, tra cena e dopocena, ci ha letteralmente capovolti nel mondo astrale, un astrale diverso da Paolo Fox, sia chiaro. Ma non si svela di più: chi c’era, sa, chi non c’era, questo non lo può sapere.
Venerdì: bacchette in mano e via!
Alle otto, puntuali, eccoci pronti per la prima passeggiata.
A guidarci il nostro professor Bellocchio, che ci ha condotti lungo ripidi sentieri della Valnerina tra natura, salite e qualche inevitabile fiatone.
Tappa obbligata in una piccola chiesetta di campagna e lì è successo quello che, in fondo, tutti ci aspettavamo perchè quando la professoressa Vincenti vede una chiesa è praticamente impossibile che non parta un’analisi di qualche affresco.
E così, anche durante il trekking, la formazione non si è fermata: lezione improvvisata, davanti a un’opera d’arte immersa nel paesaggio umbro perché la scuola, evidentemente, può essere ovunque.
Alle 10 siamo rientrati, il tempo di una rapida pausa e di nuovo al lavoro: Catellani ci aspettava.
Divisi in gruppi, abbiamo lavorato intensamente fino a mezzogiorno, mettendoci in gioco, confrontandoci e sperimentando modalità di collaborazione diverse da quelle della quotidianità scolastica.
Poi, alle 12.15, un’esplosione di gioia: il nuovo, ottimo acquisto della scuola, il professor Federico Fabiani, ha egregiamente diretto una lezione di acquagym.
E lì, diciamolo, il team building ha raggiunto un altro livello, a quel punto il gruppo era già talmente affiatato che il lavoro del pomeriggio è sembrato quasi… non lavorare.
La sera, tutti insieme per un giro pizza ma la giornata non era ancora finita. Ad aspettarci c’era un’attività di orienteering, coordinata da Dante Trincia del Triplo Sound Festival, insieme al Prof. Bellocchio e al Prof. Strangis.
E qui è necessario aprire una parentesi perché, se fino a quel momento, il motto era stato “siamo una squadra”, davanti alle lanterne nascoste qualcosa è cambiato.
Divisi in coppie, siamo partiti alla ricerca dei punti disseminati nel territorio.
All’inizio collaborazione, sorrisi, strategie, poi la competizione ha preso il sopravvento.
A quel punto l’unione del gruppo era diventata, diciamo così, leggermente meno importante, ogni lanterna conquistata valeva oro, ogni passo falso poteva essere decisivo, ogni coppia era convinta di avere la strategia migliore e alla fine è arrivato il verdetto.
Nessuno ci credeva e ci crederà: non ha vinto l’Averardi!! Non ha vinto la Calvi!!
Ha vinto la coppia Carli e Graziani. Incredulità generale, la classifica è stata controllata, ricontrollata e passata più volte al VAR.
Ma era tutto vero, Carli e Graziani avevano vinto.
Perché in giorni così può succedere davvero di tutto, persino che la strampalata coppia burlona Carli/Graziani vincano qualcosa senza barare, e tengo a sottolineare SENZA BARARE. Per la Prof.ssa Averardi è stato un colpo duro, non solo ha perso ma contro chi ha perso. Questa vittoria, tutti sanno, costerà cara ai cari burloni Carli/Graziani, entreranno per un anno scolastico alle 8 di mattina e ne usciranno alle 14 ma non importa perchè si sa, la vittoria non ha prezzo. E dopo l’orienteering, naturalmente, la serata non poteva finire lì. Abbiamo ballato e cantato insieme al personale dell’agriturismo e, soprattutto, abbiamo dovuto sopportare gli scherzi tremendi delle anime pazze del gruppo: Luciano e Graziani. Anche qui, però, vige la regola del silenzio, non possiamo svelare di più, i ragazzi potrebbero prendere esempio e, diciamolo, non sarebbe esattamente un buon esempio!
Sabato: ancora insieme
Il sabato mattina ci siamo rimessi in cammino per una nuova passeggiata, prima di tornare a lavorare insieme e condividere i risultati delle attività svolte dai diversi gruppi: 5 podcast di cui non sveleremo nulla perché uno ad uno verrà pubblicato presto su questo Blog.
Abbiamo registrato, raccontato, ascoltato e messo in comune quanto elaborato nei giorni precedenti ed è forse proprio qui che si è compreso il vero significato di questi tre giorni: non si è trattato soltanto di formazione, non si è trattato soltanto di Team Building, è stato un tempo dedicato alle persone.
Dire che siamo stati bene è poco, dire che questi tre giorni ci hanno unito è forse ancora troppo poco. Siamo tornati con nuove idee, nuovi strumenti professionali e una maggiore consapevolezza delle sfide che ci attendono, ma soprattutto con qualcosa di difficile da mettere nero su bianco: la sensazione di essere parte di una squadra.
Perché la scuola è una comunità e una comunità non si improvvisa, si costruisce.
Si costruisce attraverso la formazione, certo, ma anche attraverso le relazioni, l’ascolto, la fiducia, la capacità di ridere insieme e di affrontare insieme le difficoltà e se vogliamo che una vera comunità si costituisca tra i nostri ragazzi, quella comunità deve necessariamente partire dai grandi.
Da chi ogni giorno entra in classe, da chi insegna, da chi ascolta, da chi accompagna, da una squadra di adulti che sappia prima di tutto essere squadra.
Questi tre giorni in Valnerina ci hanno ricordato proprio questo.
E allora un grazie è doveroso alla Dirigente scolastica, per aver creduto in questa opportunità e aver scelto di investire non soltanto sulla formazione professionale, ma sulle persone e sulle relazioni che rendono viva una scuola.
Un grazie a tutti coloro che hanno progettato, organizzato e reso possibile questa esperienza, ai formatori e ai colleghi che hanno partecipato con entusiasmo, ironia e voglia di mettersi in gioco.
Buon anno scolastico, Majorana-Maitani.
Adesso siamo pronti. Insieme.
