di Pietro Nicolò Oprea
La musica è un potentissimo strumento in grado di curare la mente umana con ciò che oggi noi chiamiamo musicoterapia: ascoltare le proprie canzoni preferite riduce il cortisolo, ormone dello stress, e stimola la produzione di dopamina, neurotrasmettitore del piacere, trasformando semplici ammassi di frequenze in un mezzo per regolare il battito cardiaco o addirittura, per chi ha malattie neurodegenerative, in un ponte per tornare a ricordare. La musica però non cura solo in ospedale, è metodo di relax e riflessione per moltissime persone.
Modello di questo è il pop che si fonde con la spiritualità di Fujii Kaze, umile artista di grande pensiero che tratta nelle sue canzoni temi come l’amore universale, l’accettazione e la pace interiore.
Nato nel 1997 nella prefettura di Okayama, Kaze è uno dei volti più innovativi della scena musicale giapponese contemporanea. Pianista prodigio fin da piccolo, ha guadagnato notorietà pubblicando cover e brani inediti su YouTube, dove il suo talento ha portato milioni di visualizzazioni ben prima del debutto ufficiale. La svolta globale è arrivata con il brano “Shinunoga E-Wa”, diventato virale su TikTok permettendogli di essere riconosciuto a livelli internazionali.
Nelle sue canzoni, Kaze invita spesso a “lasciar andare”, non come resa, ma come atto di liberazione dal peso del giudizio e delle aspettative altrui. Questo si nota in “Nan-Nan”, brano che ha segnato il suo debutto nel novembre 2019, dove il ritmo incalzante diventa metafora del caos mentale placato solo dalla consapevolezza del momento presente. Per molti fan con Fujii Kaze l’ascolto diventa un vero e proprio momento di meditazione attiva, dove ogni frase ha un potere rigenerativo immenso che invita all’accettazione.
Nella sua discografia la sfera spirituale è centrale. I titoli dei suoi album Help Ever Hurt Never (2020) e Love All Serve All (2022) citano gli insegnamenti del guru indiano Sathya Sai Baba, riflettendo una filosofia dettata dall’amore universale. Questa coerenza è proseguita nel 5 settembre 2025 con l’uscita di Prema, suo terzo album cantato per la prima volta interamente in inglese. Il titolo, che deriva dal sanscrito, non è una scelta casuale: al contrario, esso significa “amore puro e incontrollabile”, e si contrappone direttamente al concetto di Kama, che nella filosofia di Sai Baba rappresenta il desiderio egoistico e l’attaccamento sensoriale che incatena l’uomo alla sofferenza. Mentre molta della musica pop commerciale spesso celebra il Kama con testi su passione possessiva e il rifiuto, ma Kaze usa le sue melodie per elevare chi ascolta verso il Prema, ricordando ad esempio nella titletrack che “tu sei l’amore stesso”. Con Prema, Kaze ha abbattuto le barriere linguistiche per portare il suo messaggio a un pubblico globale, invitando ancora una volta il mondo alla pace.
