La satira nasce per disturbare, non per consolare e quando una vignetta fa discutere, forse ha già raggiunto il suo scopo.
È forse per questo che la recente vignetta di Charlie Hebdo sull’incidente di Crans-Montana, che ha visto innescato un rovinoso incendio che ha causato la morte di 40 persone e 116 feriti ha suscitato indignazione, polemiche e richieste di censura.
Davanti a tragedie che coinvolgono vittime innocenti, il confine tra libertà di espressione e rispetto del dolore appare sottile e controverso.
Ma proprio in questi casi si apre una domanda più ampia: qual è il vero ruolo della satira nella società e fino a che punto può, o deve, spingersi?
