Dopo la prima giornata dedicata agli scenari globali della transizione energetica, il progetto “Orvieto Scienza” è proseguito con un secondo incontro, approfondendo il tema dell’energia dal punto di vista tecnologico e sociale. Se nel primo appuntamento l’attenzione era rivolta agli obiettivi internazionali, come quelli fissati dall’Accordo di Parigi, e alle fonti rinnovabili come l’eolico, questa seconda giornata ha mostrato come la transizione passi anche dall’innovazione e dal coinvolgimento diretto dei cittadini.
Ad aprire nuovamente l’incontro è stato con il giornalista scientifico Jacopo Mengarelli, che ha guidato il pubblico verso i temi della giornata.
Il primo intervento è stato quello di Silvia Bodoardo, che ha affrontato il tema dell’accumulo di energia, fondamentale per rendere davvero efficaci le fonti rinnovabili. Nel suo intervento, “Accumulare energia: lunga vita alle batterie”, ha offerto una panoramica sui sistemi di accumulo e sullo sviluppo del settore in Europa, evidenziando come le batterie siano uno degli elementi chiave per il futuro energetico.
A seguire, Alfredo Vaccaro ha spostato l’attenzione sulla rete elettrica, spiegando il suo funzionamento e le sfide legate alla gestione dell’energia. Il suo intervento si è distinto per il coinvolgimento diretto del pubblico, rendendo gli studenti parte attiva della spiegazione e mostrando quanto la rete sia un sistema complesso e fondamentale nella distribuzione dell’energia.
La giornata è stata nuovamente arricchita dagli interventi e dalle domande degli studenti, che hanno partecipato attivamente al dibattito, dimostrando interesse e consapevolezza su un tema che riguarda da vicino il loro futuro.
A concludere l’incontro è stato Gianluca Ruggieri, che ha introdotto il tema delle comunità energetiche. Il suo intervento ha evidenziato il ruolo sempre più importante dei cittadini nella produzione e gestione dell’energia, sottolineando come le comunità energetiche rappresentino un modello innovativo e sostenibile, in cui le persone collaborano per produrre e condividere energia rinnovabile.
Nel complesso, le due giornate di “Orvieto Scienza” hanno offerto una visione completa della transizione energetica: dalla dimensione globale dei cambiamenti climatici e delle politiche internazionali, fino alle soluzioni concrete e al coinvolgimento diretto dei cittadini. Ma soprattutto hanno mostrato quanto sia fondamentale il ruolo delle nuove generazioni: l’interesse, le domande e la partecipazione attiva degli studenti dimostrano che i giovani non sono spettatori passivi, ma protagonisti del cambiamento. Le scelte quotidiane, la consapevolezza e l’impegno di ciascuno possono contribuire in modo concreto a costruire un futuro più sostenibile, ricordandoci che la transizione energetica non è solo una sfida tecnologica, ma anche una responsabilità collettiva che riguarda tutti noi, a partire proprio da noi ragazzi.
