di Viola Urbani e Gemma Gneffe
Solo chi è in possesso di un mezzo a benzina ha chiara la sensazione di paura quando ci si trova davanti al display del benzinaio. Quei numeri che scorrono veloci,
mentre noi facciamo mentalmente il conto di quante cose avremmo potuto comprare con quella cifre e così, senza neanche rendercene conto, iniziamo a valutare seriamente l’ipotesi di gonfiare le ruote della nostra vecchia bici.
La benzina è arrivata a costare perfino 2,15 €/l, per non parlare del diesel, con i suoi 2,33€/l. Numeri che, a prima vista, possono sembrare solo cifre su uno schermo, ma che alla fine del mese si trasformano in un spesa non trascurabile.
Quello che dovrebbe essere un viaggio verso la meta dei sogni rischia ormai di diventare un incubo già prima di partire.
Ma il problema non riguarda soltanto chi utilizza l’auto per piacere o per comodità: per milioni di persone la macchina è una necessità che serve per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, fare la spesa o semplicemente spostarsi in quei luoghi dove i mezzi pubblici non arrivano.
Ma perché la benzina costa così tanto? La risposta in realtà non si limita ad un solo fattore, ma è l’insieme di: costo della materia prima, il petrolio, il suo trasporto, la sua distribuzione e, per concludere, le tasse, tutto questo incide pesantemente sul prezzo finale.
Ma a risentire dell’aumento del carburante non sono soltanto gli automobilisti. A pagare il conto del caro benzina e diesel sono anche molte attività che hanno bisogno del carburante per poter lavorare. È il caso, ad esempio, degli agricoltori, che lo utilizzano per alimentare trattori e macchinari necessari per lavorare i campi. Ciò significa che,se il costo del diesel aumenta, aumentano anche le spese necessarie per produrre. Alla fine, quindi, l’aumento del carburante rischia di creare un effetto a catena. Se produrre, trasportare o lavorare costa di più, anche il prezzo dei prodotti e dei servizi può risentirne.Insomma, quello del carburante non è un problema che riguarda soltanto chi si trova davanti al distributore con il portafoglio in mano, è un ostacolo che può finire per riflettersi anche sul prezzo dei prodotti che acquistiamo ogni giorno. E così, tra un pieno sempre più costoso e una spesa che sembra aumentare in ogni direzione, quella vecchia bici lasciata in garage potrebbe non essere poi una cattiva alternativa. Almeno lei, per ora, non ha bisogno di benzina.
