La Coca-Cola è una delle bibite più consumate al mondo, accanto alla versione normale da ormai anni è nata la versione Coca-Cola zero, che promette al consumatore di gustarsi la bibite con lo stesso gusto, ma senza zuccheri e con pochissime calorie.
Ma qual’è tra le due la scelta migliore e che differenza c’è tra le due bibite?
composizione e ingredienti
La Coca-Cola classica:
- Contiene zucchero (saccarosio o sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio),
- In media, una lattina da 330 ml contiene circa 35 g di zucchero, pari a circa 7 cucchiaini (il consumo giornaliero di zuccheri adatto ad un giovane),
- A causa di ciò, apporta circa 140 calorie per lattina.
La Coca-Cola zero o “light”:
- Non contiene zuccheri, ma dolcificanti artificiali come aspartame,
- Ha 0 calorie (o quantità trascurabili),
- Il gusto è molto simile a quello della Coca-Cola classica, ma con leggere differenze percepibili solo da veri intenditori del prodotto.
I lati positivi della Coca-Cola classica sono sicuramente la scoperta di un gusto autentico, per gli amanti della bevanda. Questa versione di fatto non contiene dolcificanti artificiali il che rende il prodotto più “naturale”.
La Coca-Cola Zero invece è un valido sostituto per chi adotta una dieta priva di zuccheri ed a bassa assunzione di calorie. Il suo gusto non varia molto da una normale Coca-Cola classica.
Ma analizziamo in dettaglio i lati negativi di entrambi i prodotti.
La Coca-Cola classica con un elevato contenuto di zuccheri può favorire un aumento di peso dovuto all’accumulo di grasso addominale, l’apporto esagerato di zuccheri può nel tempo aumentare il rischio di diabete di tipo 2 oltre a problemi ai denti (carie e smalto danneggiato).
La Coca-Cola Zero d’altro canto contiene dolcificanti artificiali: pur essendo considerati sicuri dalle autorità sanitarie, alcuni studi suggeriscono che un consumo eccessivo possa influire sulla flora intestinale. L’aspartame questo è il nome del dolcificante utilizzato nella Coca-Cola Zero, è stato classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come “possibilmente cancerogeno”, ma solo in relazione a consumi molto elevati. A tal proposito definiamo “consumo elevato” dicendo che una persona di 70 kg dovrebbe bere circa 15–16 lattine al giorno, tutti i giorni, solo per raggiungere la soglia massima considerata ancora sicura.
A rafforzare il concetto si sono spese anche le autorità sanitarie che ribadiscono come alle dosi considerate sicure per l’alimentazione quotidiana non vi sono evidenze di rischio concreto, mantenendo invariata la soglia di assunzione giornaliera accettabile.
La scelta tra i due prodotti è quindi ardua, è sicuramente migliore per la salute la Coca-Cola Zero, a patto di non abusarne. Se si cerca un prodotto sano la vera alternativa “salutare” resta sempre l’acqua — magari con una fetta di limone o del ghiaccio!
