Energia 2050: quali scenari per la transizione?
Si è svolto presso il Palazzo del Capitano del Popolo l’incontro del progetto “Orvieto Scienza”, dedicato quest’anno ad un tema di grande attualità: il futuro dell’energia e le sfide della transizione ecologica. La conferenza ha coinvolto esperti del settore e studenti, offrendo spunti di riflessione su come il pianeta potrà affrontare i cambiamenti climatici entro il 2050.
Ad aprire l’incontro è stato il giornalista scientifico Jacopo Mengarelli, che ha introdotto il dibattito con una domanda cruciale: chi alimenterà il pianeta nel 2050? A seguire, Valeria Frittelloni dell’ISPRA ha illustrato il quadro internazionale, soffermandosi sulla Convenzione quadro delle Nazioni Unite, sui cambiamenti climatici e sull’Accordo di Parigi, che punta a mantenere l’aumento della temperatura globale sotto 1,5°C ed a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Tra i principi fondamentali dell’accordo emergono ambizione, trasparenza e solidarietà tra i Paesi. È stato evidenziato come, senza una riduzione significativa delle emissioni, la temperatura media globale potrebbe superare i 4°C entro la fine del secolo, con conseguenze gravi per l’ambiente e la società. Da qui l’importanza degli obiettivi nazionali e la necessità di interrogarsi sull’efficacia delle azioni intraprese finora.
Filippo Spertino, Professore associato in Sistemi Elettrici per l’Energia e Sistemi da Energie Rinnovabili, ha poi ricordato che il concetto di energia riguarda tre ambiti fondamentali della nostra vita quotidiana: trasporti, calore ed elettricità, sottolineando quanto sia complesso trasformare l’intero sistema energetico.
Un focus particolare è stato dedicato all’energia eolica con l’intervento di Davide Astolfi, che ha illustrato le opportunità offerte dal vento come fonte rinnovabile. L’eolico si distingue per i vantaggi sanitari, poiché riduce l’inquinamento da combustione, e per il limitato consumo permanente di suolo. Astolfi ha inoltre approfondito gli aspetti tecnici legati alla manutenzione delle turbine, spiegando come sistemi di monitoraggio come lo SCADA permettano di ottimizzare i costi e intervenire in modo efficiente. L’incontro ha visto anche la partecipazione attiva degli studenti, che hanno posto domande e condiviso riflessioni sull’eolico.
A concludere la conferenza è stata Paola Brambilla, che ha invitato a riflettere sul “prezzo invisibile” dell’energia, ovvero l’impatto ambientale delle attività umane. Ha evidenziato come i disastri non siano sempre naturali, ma spesso il risultato dell’interazione tra uomo e ambiente. Per affrontare queste sfide è necessario trovare un equilibrio tra sviluppo umano ed ecosistema, tenendo conto che l’impatto ambientale dipende da tre fattori principali: popolazione, affluenza e tecnologia.
L’incontro ha offerto una visione complessa ma fondamentale della transizione energetica, mostrando come il futuro dipenda dalle scelte che compiamo oggi e dalla capacità di conciliare progresso e sostenibilità.
La prima giornata di “Orvieto Scienza” mi ha lasciato una sensazione di entusiasmo e gratitudine: come studentessa ho potuto assaporare quanto sia fondamentale creare spazi di confronto tra esperti e giovani, perché il futuro dell’energia non è una realtà distante, ma una sfida che riguarda direttamente la nostra generazione. Ascoltare scienziati e professionisti di tale portata, dialogare con loro e comprendere la complessità delle trasformazioni in atto rende lo studio più vivo, concreto e consapevole. È proprio attraverso occasioni come questa che si coltivano curiosità, spirito critico e senso di responsabilità, basi indispensabili per costruire un domani davvero sostenibile.
