Ieri sera si è alzato il sipario sulla prima serata del Festival di Sanremo, l’evento che ogni anno riesce a fermare l’Italia davanti alla televisione. E sì, anche noi giovani eravamo lì, sul divano o con il telefono in mano a commentare su Instagram e TikTok.
Per molti Sanremo è “roba da boomer”, uno spettacolo lungo, pieno di monologhi e rituali che sembrano appartenere a un’altra epoca. Eppure continuiamo a guardarlo. Perché?
Forse perché, nonostante tutto, è uno dei pochi momenti davvero collettivi che ci restano, è l’evento che unisce generazioni diverse. I nostri genitori lo guardavano da ragazzi, i nostri nonni lo aspettavano ogni anno, e noi, tra meme e reaction, lo viviamo a modo nostro. È tradizione, ma anche pop contemporaneo, è cringe e allo stesso tempo iconico e poi, diciamolo: Sanremo è imprevedibile. Può regalare momenti noiosi, certo, ma anche attimi destinati a restare nella memoria.
Quest’anno il Festival di Sanremo 2026 è presentato da Carlo Conti, insieme a Laura Pausini, con ospiti speciali e sicuramente ci regaleranno momenti indimenticabili.
Ecco tutti gli artisti che parteciperanno a Sanremo 2026 con le loro canzoni: Arisa, Bambole di Pezza, Chiello, Dargen D’Amico, Ditonellapiaga, Eddie Brock, Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Fedez & Marco Masini (duo), Francesco Renga, Fulminacci, J‑Ax, LDA & Aka 7even (duo), Leo Gassmann, Levante, Luchè, Malika Ayane, Mara Sattei, Michele Bravi, Nayt, Patty Pravo, Raf, Sal Da Vinci, Samurai Jay, Sayf, Serena Brancale, Tommaso Paradiso, Tredici Pietro
Questi artisti portano sul palco stili musicali diversi: pop, rap, urban, canzone d’autore e molto altro.
La prima serata di ieri è scivolata via tra esibizioni intense, qualche performance più sottotono e i soliti tempi televisivi dilatati. C’è chi ha convinto subito e chi dovrà giocarsi tutto nelle prossime serate. La conduzione ha mantenuto un equilibrio tra leggerezza e momenti più riflessivi, alternando battute, ospiti e messaggi più profondi, prima fra tutti l’intervento di Gianna Pratesi. Una figura minuta, apparentemente fragile, 105 anni e una forza nelle sue parole capace di zittire l’intero teatro. In un contesto fatto di luci, lustrini e classifiche, la sua presenza ha riportato tutto a una dimensione più autentica.
Non è stata solo un’ospite, è stata memoria viva, ha parlato di libertà, di resistenza, di valori che oggi diamo per scontati. Vederla lì, su quel palco così simbolico, è stato un ponte tra passato e presente. E forse è anche questo il motivo per cui noi giovani guardiamo ancora Sanremo: perché dentro quello spettacolo apparentemente “vecchio” si nascondono frammenti di storia, identità e coscienza collettiva.
Il blog resterà sintonizzato su Sanremo per tutti e cinque i giorni del Festival, pronto a raccontarvi tutto quello che succede sul palco e a condividere le nostre opinioni. Continuate a leggerci!
