La prima intervista del nostro percorso è dedicata a Sergio Carli, storico tappezziere orvietano e falegname che ha ereditato la passione per il legno dal padre. Da oltre 60 anni vive l’artigianato con dedizione, trasformando un mestiere in una vera e propria missione.
Nonostante abbia raggiunto la pensione, Sergio non ha mai pensato di abbandonare la sua arte. Al contrario, ha scelto di metterla al servizio degli altri, portando la sua esperienza all’interno della Casa di Reclusione di Orvieto. Qui insegna falegnameria ai suoi amati “ragazzi”, come ama chiamare i detenuti che stanno scontando la loro pena.
Tra pialle, seghe e tavole di legno, Sergio non trasmette soltanto le tecniche di un antico mestiere, ma anche valori come il rispetto, la pazienza, l’impegno e la speranza. Per lui, lavorare il legno significa anche aiutare a ricostruire le persone, offrendo loro la possibilità di imparare una professione e guardare al futuro con maggiore fiducia.
La sua è una testimonianza di passione, generosità e amore per il lavoro artigiano, un esempio concreto di come il sapere possa diventare uno strumento di riscatto e di crescita umana.
Nonostante abbia raggiunto la pensione, Sergio non ha mai pensato di abbandonare la sua arte. Al contrario, ha scelto di metterla al servizio degli altri, portando la sua esperienza all’interno della Casa di Reclusione di Orvieto. Qui insegna falegnameria ai suoi amati “ragazzi”, come ama chiamare i detenuti che stanno scontando la loro pena.
Tra pialle, seghe e tavole di legno, Sergio non trasmette soltanto le tecniche di un antico mestiere, ma anche valori come il rispetto, la pazienza, l’impegno e la speranza. Per lui, lavorare il legno significa anche aiutare a ricostruire le persone, offrendo loro la possibilità di imparare una professione e guardare al futuro con maggiore fiducia.
La sua è una testimonianza di passione, generosità e amore per il lavoro artigiano, un esempio concreto di come il sapere possa diventare uno strumento di riscatto e di crescita umana.
Buona visione!
