Lettera recapitata alla redazione
Ci è arrivata in questi giorni una lettera piuttosto singolare.
La pubblichiamo integralmente, rispettando l’anonimato del mittente (uno studente del nostro istituto).
Sono uno studente del Majorana Maitani e, per ragioni che capirete, preferisco restare anonimo.
Quello che sto per raccontarvi riguarda un incontro — uno di quelli che cambiano il modo di guardare le persone che abbiamo accanto ogni giorno.
Tutto è cominciato una mattina di qualche mese fa, durante la ricreazione. Ero seduto su una delle panchine all’esterno della scuola, intento a mangiare il mio panino, quando mi si è seduto accanto un ragazzo che conoscevo solo di vista. Abbiamo iniziato a parlare.
A volte capita di incontrare persone con cui il dialogo scorre naturale, senza sforzo, come se ci si conoscesse da sempre. Ecco, con lui è andata proprio così. Ci siamo ritrovati su quella panchina per diversi giorni, ogni volta parlando di cose mai troppo banali.
Poi, una mattina come un’altra, lui ha detto qualcosa che mi ha spiazzato:
— Gli esseri umani non accettano facilmente ciò che non capiscono. È per questo che preferisco mascherarmi da uno di voi.
Ho riso, pensando fosse una battuta. Ma lui mi ha guardato serio, con quegli occhi fissi e profondi.
Ricordo che stringevo ancora il panino in mano. Preso da un impulso improvviso, ho cambiato tono e gli ho chiesto:
— Aspetta, stai scherzando, vero?
Lui mi fissò, poi disse:
— Ti sembrerà assurdo, ma non posso mostrarti la mia vera forma. Gli umani non reagiscono bene quando vedono qualcosa che non rientra nei loro schemi. È per questo che, per sopravvivere, ho imparato ad assumere sembianze umane. Inutile dirti che questo è un segreto.
Non so spiegarlo, ma ho provato una sensazione stranissima. Ero convinto che stesse dicendo la verità. Glielo leggevo in volto: non stava scherzando, era sincero.
Poi aggiunse:
— Siete indubbiamente gentili, sorridenti, sempre pronti ad aiutare chi ha bisogno. Ma la vostra natura vi porta a competere con chi è diverso, con chi la pensa in modo differente. Fate della sopraffazione il vostro obiettivo di vita. È così che funziona la vostra specie.
Suonò la campanella e, senza nemmeno salutarci, tornammo in classe.
Questo è successo la settimana scorsa.
