“SE MORISSI OGGI” è l’outro dell’album MOTIVATION 4 THE STREETZ di Artie 5ive e Rondodasosa. Già dal titolo, il brano pone una domanda scomoda e universale: cosa accadrebbe se la morte bussasse alla nostra porta domani, senza preavviso?
Pensare alla morte capita a tutti. Ci si interroga su cosa ci sia dopo, su come reagirebbero le persone a noi più care o sui rimpianti che ci porteremmo dietro. Spesso sentiamo gli anziani dire: “Se avessi fatto questo invece che quello…”, ma in realtà tutti, almeno una volta, ci siamo chiesti se stiamo vivendo davvero come vorremmo.
E allora la domanda diventa inevitabile: se morissi domani, cosa ne sarebbe di quel progetto a cui tengo così tanto? E del sogno che custodisco da anni, per cui lavoro giorno e notte? Andrebbe tutto in fumo?
Personalmente, quando rifletto su questo tema, mi chiedo specialmente: “Quando morirò, avrò lasciato qualcosa? Oppure la mia memoria svanirà nel giro di pochi giorni?” Foscolo, nel carme “Dei sepolcri”, scriveva che se nella tomba “ogni memoria cade”, allora l’uomo muore veramente. La memoria è l’unica forma di immortalità che ci resta.
Forse è proprio questo il messaggio più profondo del brano: la vita è fragile, ma ciò che facciamo oggi può trasformarsi in qualcosa che va oltre noi.
Un’altra riflessione riguarda come passiamo il nostro tempo: lo viviamo davvero o siamo condizionati dal giudizio altrui? La scelta giusta sarebbe fregarsene di cosa pensano gli altri, perché una volta nell’aldilà tutto ciò che avremmo voluto fare svanisce. Che si tratti di cose piccole, come scrivere a una persona che ci piace, o di decisioni importanti, la vita è una sola. Non potremo più farlo, ma almeno potremo dire di averci provato, senza rimpianti.
Vivere davvero non significa essere spericolati o impulsivi: significa scegliere con consapevolezza, domandarsi se i passi che stiamo facendo sono in linea con ciò che siamo e vogliamo diventare. Siamo così abituati a rimandare che dimentichiamo che il tempo non è garantito. Rimandiamo un “ti voglio bene”, un viaggio, un progetto importante pensando che ci sarà sempre un domani. Ma l’unico momento che possediamo davvero è adesso.
Ed è qui che nasce la domanda più importante: cosa sto facendo oggi che merita di essere ricordato domani? Non servono grandi imprese o gesti eroici: a volte la traccia che lasciamo passa da cose semplici, come essere gentili, sinceri, provarci anche quando fa paura.
La morte ci ricorda la fragilità, ma allo stesso tempo ci dà libertà: quella di scegliere come vivere, cosa trattenere e cosa lasciarci alle spalle. Non possiamo controllare quanto vivremo, ma possiamo controllare il come — e dovremmo farlo per chi non ha avuto questa possibilità, per chi ha visto svanire sogni e vite troppo presto. Spesso lo diamo per scontato, ma c’è chi pagherebbe l’impagabile per vivere ancora un giorno.
Per questo vale la pena vivere ogni giorno come se la risposta alla domanda “Se morissi oggi?” potesse renderci fieri di noi stessi. Alla fine, forse è proprio questo il senso del brano: non prevedere la morte, ma imparare a guardare la vita con occhi diversi. Ogni giorno abbiamo l’occasione di trasformare ciò che siamo in ciò che vogliamo diventare. E se un giorno dovessimo davvero chiederci “Se morissi oggi?”, la speranza è di poter rispondere, senza paura: “Ho vissuto davvero.”
