Stasera è il 5 gennaio.
Solo qualche anno fa, a quest’ora, alle dieci precise, tu eri già a letto ed io ero sveglia, in punta di piedi, a riempire una calzetta fingendomi la Befana. Controllavo che dormissi, sorridevo nel buio e mi muovevo piano, come se quella magia potesse rompersi al minimo rumore. Tu avevi paura della Befana, ma eri al sicuro e io lo sapevo.
Stasera no, stasera ti ho mandato a ballare.
E non è stato semplice, è stato più difficile del solito, non perché non mi fidi di te, ma perché proprio oggi hanno riportato a casa, con un aereo, i corpi senza vita di alcuni ragazzi morti in un incendio in una discoteca in Svizzera. Un incendio scoppiato durante una serata come tante, una serata che doveva essere solo musica, luci, amici, risate, una serata normale, una serata da ragazzi.
Ragazzi che erano usciti per divertirsi, per stare insieme, per sentirsi vivi, ragazzi che, come te, avevano detto “torno tardi”, forse mandato un messaggio, forse fatto un video e poi non sono più tornati.
Di loro si è parlato tanto, troppo, sono stati giudicati, criticati, colpevolizzati della loro stesa morte. Lo sai che penso io? Che erano solo ragazzi, ingenui forse, leggeri, presi dal momento, come lo siamo stati tutti, ragazzi che non stavano facendo nulla di sbagliato, stavano vivendo.
E così, mentre tu sei fuori, io mi ritrovo a desiderare di riaverti bambina, di averti di nuovo nel letto, impaurita dall’idea che la Befana potesse arrivare di notte. Perché oggi quella impaurita sono io.
Io che aspetto sul divano, con il telefono accanto, con il cuore che si stringe a ogni rumore, sperando con tutta me stessa che a te non capiti mai ciò che è successo a quei ragazzi in Svizzera.
Non te lo dico, però.
Non ti dico che ho paura di saperti nel mondo, perché non sarebbe giusto, è giusto uscire, è giusto ballare, è giusto vivere la tua età senza il peso delle mie paure. È giusto andare, anche se per me significa restare ad aspettare.
Io resto qui.
Aspetto, penso, trattengo il fiato come fanno le mamme quando capiscono che non possono più proteggere da tutto.
E anche se non credi più alla Befana, la calzetta io te la preparo lo stesso perché è il mio modo di dirti che, qualunque cosa accada, qualunque età tu abbia, io sono qui.
E che ogni volta che esci nel mondo, io ti aspetto.
Una mamma
