Negli Stati Uniti, l’acronimo ICE rappresenta una delle agenzie federali più discusse e temute del Paese. L’U.S. Immigration and Customs Enforcement,cioè un agenzia per il controllo dell’immigrazione e delle dogane è l’organo incaricato di far rispettare le leggi sull’immigrazione e di proteggere i confini nazionali, ma negli ultimi anni è diventato il simbolo di un profondo scontro politico e sociale.
Perché e cosa scatena il comportamento offensivo dei cittadini americani e non contro questa organizzazione militare?
ICE viene fondata nel 2003, poco dopo gli attentati dell’11 settembre avvenuto in America alle torri gemelle , l’ICE opera sotto il Dipartimento della Sicurezza Interna. Il suo compito principale è identificare, arrestare e deportare i cittadini stranieri che non hanno un permesso di soggiorno regolare o che hanno commesso reati sul suolo americano.
L’agenzia si divide in due rami principali: uno che si occupa di indagini criminali transnazionali come il traffico della droga o sostanze stupefacenti e traffico di essere umani e bambini. L’altro che gestisce i centri di detenzione e le espulsioni.
Ma perché l’ICE è costantemente al centro delle polemiche? Il motivo principale risiede nei metodi utilizzati per gestire l’immigrazione irregolare. Durante diverse amministrazioni presidenziali, l’agenzia è stata accusata di violare i diritti umani fondamentali.
Dimostrato anche nei diversi video presenti su internet.
Molti attivisti e politici sostengono che l’ICE agisca in modo troppo aggressivo, effettuando raid in case e posti di lavoro che seminano il terrore nelle comunità di immigrati, colpendo anche persone che vivono negli Stati Uniti da decenni, lavorano onestamente e non hanno precedenti penali. Questo ha portato alla nascita del movimento “Abolish ICE”, sostenuto da chi crede che l’agenzia sia diventata uno strumento di repressione.
Dall’altro canto i sostenitori dell’agenzia affermano che l’ICE sia essenziale per mantenere l’ordine e la sovranità nazionale.
In un’America sempre più polarizzata, l’ICE rimane un confine aperto tra due visioni opposte: quella di chi chiede “legge e ordine” a ogni costo e quella di chi invoca compassione e una riforma radicale del sistema migratorio
