Dalla discarica al palcoscenico: una lezione che vale più di un’ora di scuola

Giovedì 18 febbraio abbiamo lasciato per qualche ora i banchi di scuola per entrare al Teatro Mancinelli e assistere allo spettacolo dell’ “Orchestra Riciclata”.
L’Orchestra Riciclata nasce nel 2012 a Cateura, una città costruita attorno alla più grande discarica del Paraguay, un luogo dove povertà, criminalità e abbandono scolastico non sono parole lontane, ma ferite quotidiane. È lì che un gruppo di giovani studenti ha iniziato a suonare strumenti costruiti interamente con materiali di scarto: lattine, bidoni, pezzi di legno, metalli recuperati tra i rifiuti.
In mezzo a ciò che il mondo considera inutile, è nata la musica, in mezzo alla discarica, è nata la bellezza.
Vedendo quei ragazzi sul palco, così concentrati, così fieri, e vedendo voi seduti in platea ad ascoltarli, ho sentito l’urgenza di scrivervi, non solo per raccontare uno spettacolo, ma per spiegare perché vi abbiamo portato lì.
Partiamo da un assioma: siete fortunati, non perché siete più bravi o più meritevoli, siete fortunati perché siete nati nella parte ricca del mondo. Non ve lo siete guadagnati, è capitato, è il vostro punto di partenza.
I ragazzi di Cateura hanno sogni come i vostri, vogliono studiare, costruirsi un futuro, realizzarsi ma per loro ogni passo è una conquista faticosa. Il loro è un punto di partenza decisamente differente. Devono combattere di più e spesso proprio quella lotta fa apprezzare ancora di più ciò che si raggiunge. A Cateura la scuola non è considerata una priorità, il 40% di questi ragazzi non finisce la scuola per necessità di lavorare e proprio per questo c’è una frase del maestro dell’orchestra che mi è rimasta impressa nel cuore: “La cultura” ha detto “ è una condizione basica, è una priorità. Anche la mondezza può diventare musica e quindi cultura.”
In quelle parole c’è tutto: la cultura non deve essere un lusso, non è qualcosa che si fa solo quando resta tempo, è una base, un diritto, una necessità. Se persino ciò che viene buttato via può trasformarsi in musica, in cultura, allora anche dalle situazioni più difficili può nascere bellezza. Per voi è scontato il diritto alla cultura, alla bellezza, alla musica, per i ragazzi di Cateura non lo è, se lo sono dovuti costruire.
E allora il messaggio è semplice e potente: sta a voi ragazzi suonare.
L’Orchestra Riciclata ci ha mostrato che il bello si può costruire, che nulla è davvero inutile se qualcuno decide di dargli valore, adesso tocca a voi, suonate la vostra musica. Noi saremo accanto a voi, ma il suono deve partire dalle vostre mani e dal vostro cuore.
Un ringraziamento speciale va alla Fondazione Fulvio Sbrolli che, attraverso il progetto “Suoni Riciclati Itineranti”, ha sostenuto questa iniziativa e ci ha dato la possibilità di incontrare e conoscere da vicino l’Orchestra Riciclata. Senza questo sostegno tutto questo non sarebbe stato possibile.
Sta a noi, adesso, dimostrare che ne è valsa davvero la pena.
