di Martina, Davide, Beatrice e Kevin della 1L2
Ciao a tutti! Siamo Martina, Davide Beatrice e Kevin.
Vogliamo raccontarvi la bellissima esperienza che abbiamo vissuto quest’anno a scuola. Tutto è partito dalle ore di Educazione Civica e Didattica Orientativa, attività che ci hanno fatto capire una cosa importante: orientarsi significa scegliere, imparare a guardarsi intorno, riflettere e fare le cose giuste ogni giorno. Questa riflessione ha spinto noi ragazzi a guardare con occhi diversi un gesto che facciamo continuamente, come navigare sui social o su internet.
Con la velocità di un click possiamo comprare un vestito nuovo su Shein, Zalando o Amazon, stufarci subito e buttarlo via dopo averlo messo appena due volte. Noi ragazzi ormai siamo abituati a fare tutto di corsa e non andiamo quasi più nei negozi della nostra città. Questo fenomeno si chiama “fast fashion”. La fast fashion è un modello di business che produce capi a basso costo in grandi quantità, ispirato a tutte le ultime tendenze nel settore della moda. È una delle industrie più inquinanti al mondo. Utilizzano enormi quantità di acqua e rilasciano grandi quantità di microplastiche. Milioni di tonnellate di vestiti finiscono ogni anno in discariche o inceneritori, poiché i trend passano rapidamente di moda e i capi hanno qualità inferiore. Le condizioni lavorative nei Paesi di produzione sono spesso precarie, con salari bassi e scarse tutele per i lavoratori. La moda non è sempre stata questo, veloce, scadente, insostenibile e strumento di omologazione e sfruttamento. A scuola infatti abbiamo scoperto che la moda può essere molto altro e siamo partiti da Coco Chanel : personaggio davvero originale che ha rivoluzionato con coraggio il modo di vestire del suo tempo. Ha liberato le donne dai corsetti, dagli abiti ingombranti per dare il via ad un nuovo stile comodo e fatto per durare nel tempo. Per lei realizzare abiti significava unire il “saper fare” con cura e creatività e il “saper essere”, per esprimere se stessi. Questa idea di bellezza e di cura purtroppo si scontra con il degrado di oggi, e questa cosa noi ragazzi l’abbiamo capita benissimo attraverso la lettura di un’opera d’arte contemporanea. Abbiamo osservato in classe la “Venere degli stracci” di Michelangelo Pistoletto. Osservando e riflettendo attentamente abbiamo compreso come l’arte possa comunicare messaggi forti per far riflettere sulla realtà che ci circonda. Essa simboleggia il forte contrasto tra l’eternità della bellezza classica e il degrado della società contemporanea. L’installazione rappresenta una statua (derivata dalla dea romana dell’amore e della bellezza) davanti a un mucchio di abiti colorati e stracci. Ci ha colpito tantissimo perché fa vedere proprio questo: rischiamo con le nostre azioni e con l’ indifferenza di trasformare anche la bellezza in una montagna di spazzatura. Per capire come affrontare questo impatto e trovare delle idee concrete, ci siamo messi in gioco e abbiamo realizzato degli slogan che rappresentano il nostro percorso. Abbiamo capito che cambiare si può e che orientarsi nel mondo e nel quotidiano significa proprio questo: fare scelte consapevoli e capire che il futuro del pianeta dipende anche dalle nostre decisioni. Ogni gesto, ogni azione lascia un’impronta, non solo per noi ma anche per gli altri
